>>>ANSA/ Trump riapre a Huawei. L’azienda, l’Ue non eriga muri – Economia


(di Antonio Fatiguso)
(ANSA) – PECHINO, 24 MAG – Il presidente Usa Donald Trump
riapre lo spiraglio su Huawei il cui dossier potrebbe, in parte,
essere risolto nel quadro di un accordo commerciale tra Stati
Uniti e Cina, pur ritenendo il gruppo “molto pericoloso”.
   
La risposta evasiva di Pechino è affidata al portavoce del
ministero degli Esteri, Lu Kang: “Francamente, non sono sicuro
del significato specifico che il leader Usa abbia voluto dare”,
ha affermato, ribadendo che Washington dovrebbe “smettere di
usare il potere statale contro le società di altri Paesi”.
   
La stretta sulla compagnia di Shenzhen, a seguito della sua
iscrizione nella lista nera del commercio Usa, ha annoverato
altre adesioni di peso, come assicurato ieri dal segretario di
Stato Mike Pompeo. Il sito giapponese di Amazon, ad esempio, ha
deciso lo stop alla vendita diretta online di prodotti Huawei,
mentre, sia pure in base a indiscrezioni di stampa, dopo Google,
Microsoft avrebbe iniziato a non accettare più nuovi ordini tra
sistema operativo Windows e servizi vari, con il suo team
dedicato che avrebbe lasciato il quartiere generale di Shenzhen.
   
La mossa dell’amministrazione Trump sta facendo sgretolare la
rete di relazioni della compagnia: i media cinesi hanno puntato
il dito soprattutto contro il chip designer britannico Arm, un
partner strategico, il cui disimpegno è “un cattivo precedente
perché mette lo spirito dei contratti e della libera
competizione sui mercati dietro la politica”.
   
All’Europa, contrassegnata da posizioni più diversificate e
meno oltranziste di quelle Usa, ha rivolto il suo appello il
deputy chairman di Huawei, Ken Hu. “In Europa, circa tre quarti
degli utilizzatori di smartphone si affida a un dispositivo
basato su Android. Huawei detiene circa il 20% di questo
mercato. Pertanto, questa decisione può avere gravi
ripercussioni sui consumatori e sulle imprese che operano in
tutta Europa”, ha detto Hu, parlando alla Conferenza sulla
Cybersicurezza Nazionale di Potsdam e ponendo l’accento a non
costruire “un nuovo muro commerciale, né tantomeno tecnologico”.
   
Gli operatori telefonici in Germania – Telekom, Vodafone e
Telefonica – hanno assicurato la disponibilità dei prodotti del
produttore cinese con la clausola affatto secondaria di
previsioni impossibili da fare sui futuri update di Android.
   
A tal proposito, Huawei ha registrato i diritti di “Huawei
HongMeng”, il nome scelto per il sistema operativo sviluppato
internamente e che potrà essere usato fino al 13 maggio 2029.
   
Richard Yu, capo della divisione consumer business, ha ribadito
che “HongMeng OS” sarà lanciato verosimilmente in autunno.
   
Lo scontro tra le due economie del pianeta resta frontale: la
Cina ha accusato Pompeo di “costruire i rumor” per aver detto
che il fondatore e Ceo di Huawei, Ren Zhengfei, non dice la
verità sui legami esistenti tra la compagnia e il governo di
Pechino.
   
“Recentemente, alcuni politici americani hanno di continuo
costruito rumor su Huawei, ma non hanno mai prodotto le chiare
evidenze che i Paesi hanno richiesto”, ha contrattaccato il
ministero degli Esteri. Ultimo round di una sfida ancora
lunga.(ANSA).
   

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