La Germania dimezza le stime di crescita: +0,5% nel 2019, ma nel 2020 risale a +1,5%


La Germania crescer solo dello 0,5% quest’anno, la met di quanto previsto per il Pil 2019 lo scorso gennaio: a tagliare
le stime stato oggi il governo GroKo di grande coalizione Cdu/Csu e Spd, come anticipato nei giorni scorsi e in linea
con il sonoro taglio delle stime dei primi cinque Think tank economici in Germania.

Il ministro dell’Economia Peter Altmaier, presentando la nuova stima dimezzata rispetto al precedente 1%, non ha tuttavia
drammatizzato ma ha esaltato i punti di forza dell’economia tedesca (mercato del lavoro, costruzioni, domanda interna) che
fanno ben sperare in una ripresa solida nel 2020.

Spesa pubblica moderatamente espansiva
N Altmaier, molto vicino ad Angela Merkel, n il ministro delle Finanze Olaf Scholz (Spd) intendono mettere mano pi di
tanto alla spesa pubblica per sostenere la crescita indebolita. Scholz vuole passare alla storia come il ministro che ha portato
il debito/Pil tedesco sotto la soglia del 60% di Maastricht mentre Altmaier preferisce le riforme strutturali a costo zero
piuttosto che aumentare ulteriormente spesa e investimenti pubblici: la Germania viene additata dai partners europei per
il mantenimento di una cinghia troppo stretta, sebbene gli investimenti pubblici in termini di Pil siano aumentati negli ultimi anni e la politica fiscale sia considerata moderatamente espansiva.

ECONOPOLY / La spesa pubblica in Italia e Germania: traiettorie divergenti

Nel 2018 la GroKo ha messo a segno un surplus di bilancio record, pari all’1,2% del Pil: ma destinato a calare con il
rallentamento economico. Per Olaf Scholz, i tempi delle vacche grasse sono ormai alle spalle. La Germania in effetti calata
da una crescita media del 2% nell’ultimo quinquennio all’1% o poco pi atteso per il 2020-22.


Frenata internazionale
Il rallentamento della crescita del Pil 2019, peggiore di quanto il governo prevedeva nell’autunno 2018 quando ancora vedeva
una solida crescita a +1,8% per quest’anno, dovuto al peggioramento dell’economia e del commercio a livello globale, alle
incertezze e quindi al calo di fiducia dovuti al protezionismo di Donal Trump e ai timori di una guerra dei dazi, con l’aggravante
della fase di debolezza dell’economia cinese (sebbene l’ultimo dato sul primo trimestre 2019 sia migliore del previsto),
le turbolenze irrisolte di Brexit e l’instabilit politica legata alle elezioni europee in maggio. L’economia tedesca trainata dall’export, che rappresenta il 50% del Pil, ed particolarmente esposta agli scenari mondiali, sebbene possa contare su punti di forza domestici come il mercato del
lavoro che tonico (il tasso di disoccupazione il pi basso dalla riunificazione del 1990 e la Germania vicina
alla piena occupazione) e aumenti salariali (in media il 3% lordo) che sostengono la domanda interna. Va molto bene anche
il settore delle costruzioni, alimentato da qualche bolla immobiliare che si manifesta a macchia di leopardo in Germania.

I problemi dell’industria dell’auto
La moderazione dell’economia tedesca dipende comunque anche da alcuni fattori domestici, prima di tutto quello relativo
all’industria dell’auto (che pesa al 20% sulle esportazioni) con immatricolazioni rallentate nella seconda met del 2018
e all’inzio del 2019 pi del previsto per via dei nuovi standard europei anti-inquinamento WLTP. Le esportazioni delle auto
tedesche tuttavia sono gi in ripresa e il 2018 stata un’ottima annata, dopotutto.

Secondo semestre 2019 in ripresa
Anche il basso livello dei fiumi ha rallentanto il trasporto fluviale, che chiave per il Pil tedesco. Questi fattori tuttavia
dovrebbero avere carattere temporaneo e al momento resta aperta la speranza di un secondo semestre 2019 della crescita del
Pil in recupero: questo contro un primo semestre 2019 peggiore delle attese anche per colpa di un effetto trascinamento
dal pesante deterioramento registrato negli ultimi due trimestri del 2018 quando la Germania ha sfiorato la recessione tecnica.

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