La prima prova del pieghevole di Samsung. Ecco il Galaxy Fold


LONDRA – Fuori smartphone, dentro tablet. In una parola foldable. Samsung con il Galaxy Fold arriva prima sul mercato con
preordini dal 26 aprile e vendita dal 3 maggio a 2.050 euro. Lo abbiamo provato in anteprima a Londra. Il Galaxy Fold ha certamente
un merito: portare qualcosa di nuovo in un mercato che non emoziona ormai da qualche tempo. Lato consumatore significa tornare ad accendere la curiosità verso un prodotto che ha caratteristiche diverse dai precedenti. Lato Samsung, significa cercare di aprirsi un nuovo mercato per i prossimi anni, a metà tra smartphone e tablet.

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Il Fold ha due display. Da chiuso, lo schermo è uno solo da 4,7 pollici amoled. Ha una fotocamera frontale da 10 megapixel, mentre quelle posteriori
sono tre: una da 16 e le altre due da 12. Una volta aperto, come fosse un libro, lo schermo piccolo rimane sul retro, mentre
il display che si apre arriva a 7,3 pollici amoled. A questo punto si hanno due fotocamere frontali da 10 e 8 megapixel.
Il riferimento al libro non è casuale: Samsung ha lavorato su diversi concept di telefono pieghevole per poi concludere che
quello che si ispira al libro fosse il più funzionale e robusto (Huawei ha fatto una scelta diversa per il Mate X, che si chiude al suo interno). L’esperienza nell’apertura è piuttosto fluida. Non ci sono pulsanti da premere, basta aprire il dispositivo. Samsung spiega che la cerniera che consente il movimento si ispira al funzionamento degli orologi svizzeri. E garantisce resistenza per almeno 200mila movimenti di apertura/chiusura. Il display più grande ha diverse strade: sopra
al display amoled, che Samsung dice essere il 50% più sottile di quello degli altri suoi smartphone, c’è un nuovo strato adesivo
per dare più robustezza e una foglia di polimeri composti.


Non c’è una batteria ma due, che lavorano insieme: in sostanza si tratta di due telefoni collegati dalla cerniera. Il passaggio da uno schermo all’altro
è molto rapido: in particolare si nota grazie a continuity, una funzione che consente di utilizzare un’applicazione con un
display per poi ritrovarsela immediatamente non appena si passa a quell’altro. Utile, per esempio, se vogliamo consultare le mappe con 7 pollici ma poi muoverci seguendo le istruzioni, e a quel punto in
movimento il telefono si usa meglio da chiuso con una mano
. Anche il multitasking è un novità: si possono usare tre finestre allo stesso tempo e fare drag and drop da una all’altra.

Complessivamente, l’idea è che sia un device perfetto per consumare media in movimento. In metropolitana, treno o aereo con un solo device si può fare molto. La lettura dei giornali, ad esempio, è avvantaggiata:
l’esperienza è quella di un tablet. Un social di immagini come Instagram, che ha foto con rapporto 1:1, riesce a sfruttare
quasi tutto lo schermo, che un rapporto 4:3. Bene i video, anche se resta una banda nera: l’immagine non aderisce a tutto
lo spazio disponibile.

Non essendo disposto allo stesso modo su tutta la superficie, perché in mezzo c’è la cerniera dove si piega, lo schermo se
visto controluce non è perfettamente uniforme. Ma in un primo utilizzo come quello che abbiamo fatto non sembra essere un problema. Sarà da valutare con il tempo.
Alcune specifiche sulle dimensioni sono utili per valutare la portabilità del foldable. E’ ovvio che lo spessore non possa
essere quello di un semplice smartphone, ma più simile a due sovrapposti. Sono 17 millimetri nella parte più alta: poco più di due Galaxy S10 Plus uno sopra l’altro, che arrivano a 15,6 millimetri.
Questo perché la cerniera ha bisogno di un po’ di spazio. E il peso? 263 grammi, meno di due S10 (314 grammi) e meno dell’iPad
Mini (308 grammi). Quanto alla memoria, ha 12 giga di ram e 512 di memoria interna. Non ha, invece, alcune cose: non è 5G,
non ha memoria espandibile, non ha l’ingresso audio per il jack, non ha dual sim ma esim.

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