Libia, missili vicino al centro di Tripoli. Salvini: «Spero che Haftar fermi il blitz»


È di almeno quattro morti e un ferito grave il bilancio del bombardamento di missili Grad su Abu Slim, il quartiere a ridosso
del centro di Tripoli, da parte delle milizie di Khalifa Haftar. Tra le vittime figura una intera famiglia composta da tre
persone, mentre un giovane, che apparterrebbe allo stesso nucleo familiare, versa in gravi condizioni.

Sulla Libia «stiamo lavorando per la pace, per il cessate il fuoco» dice stamani il ministro dell’Interno Matteo Salvini a
Radio anch’io. «Voglio essere fiducioso che la ragione torni a prevalere e l’iniziativa militare di Haftar, che ha tentato
il blitz, arrivi a conclusione. La guerra non è mai la soluzione al di là dell’arrivo di barconi». Eppure incurante degli
appelli della comunità internazionale e delle organizzazioni umanitarie, il maresciallo “ribelle” sta lanciando una nuova
offensiva nel tentativo estremo di avanzare sul fronte sud di Tripoli per mettere piede nella capitale.

GUARDA IL VIDEO – Libia, Maitig: «Quello di Haftar è un golpe, difenderemo Tripoli»

Martedì per tutto il pomeriggio a quasi due settimane dall’avvio dell’operazione i boati della battaglia sono risuonati fin
nel cuore della capitale, teatro di una manifestazione anti-francese di molti libici che indossavano i gilet gialli in chiaro
segno di sfida al presidente Emmanuel Macron. Anche se il conto dall’inizio delle ostilità è salito ad almeno 174 morti, quasi
800 feriti e migliaia di sfollati tra i quali oltre 7mila bambini, violenti combattimenti sono scoppiati ad Ain Zara, punta
avanzata dell’offensiva 15km a sudest della capitale, e nell’area dell’aeroporto internazionale verso Tripoli, che dista circa
20 kilometri.

Secondo alcune fonti attendibili a Bengasi, il maresciallo si troverebbe comunque in gravi difficoltà. Lo stesso presidente
egiziano Abdel Fattah al Sisi, grande sponsor di Haftar, non sarebbe affatto contento. Anzi, dal Cairo filtrerebbe “nervosismo”
per un’offensiva promessa come un blitz e invece rivelatasi di efficacia limitata.


Intanto un certo numero di terroristi islamici potrebbero arrivare in Italia nascosti tra i migranti, approfittando del caos
libico. Sono Giuseppe Conte e Matteo Salvini, dopo i colloqui con il vicepremier Ahmed Maitig, a rilanciare l’allarme sui
rischi che lo scontro a Tripoli potrebbe innescare per il nostro Paese e ribadiscono che l’Italia farà di tutto per spegnere
l’incendio appiccato da Haftar. «Siamo molto preoccupati – ha fatto notare il premier -, abbiamo sempre lavorato e continueremo
a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre il nostro paese al rischio dell’arrivo di foreign fighters».
L’allerta è confluita in una direttiva del Viminale che, di fatto, ha un obiettivo primario: impedire che la Mare Jonio –
la nave di Mediterranea Saving Human salpata domenica da Marsala e già arrivata in acque internazionali davanti alla Libia
– possa soccorrere migranti, tra i quali potrebbero nascondersi presunti terroristi secondo il Viminale.

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