Medici e infermieri, assunzioni sbloccate. Ma le risorse non bastano


La notizia è di quelle che fanno rumore nel mondo della sanità: Mef, ministero della Salute e Regioni hanno trovato la “quadra”
che dovrebbe ridare ossigeno alle assunzioni nel servizio sanitario nazionale pubblico. L’intesa raggiunta ieri in Conferenza
Stato-Regioni manda in soffitta il vincolo fissato in epoca di spending review: budget per le assunzioni fermo ai livelli
2004 meno l’1,4%. Un tetto che negli anni ha inchiodato il personale al palo, mettendo a repentaglio i Livelli essenziali
di assistenza. Con l’accordo, che porta la soglia di spesa al 2018, aggancia gli incrementi (+5%) all’aumento del Fondo sanitario
nazionale e prevede meccanismi premiali, si cambia. Almeno in teoria.

CAMICI BIANCHI, LA MAPPA DEL DEFICIT

Vuoti di organico entro il 2025 delle 10 specializzazioni mediche più carenti (Fonte: Anaao-Assomed)

A plaudire per un successo che è anche politico è innanzitutto la ministra della Salute Giulia Grillo: «Ho portato avanti
il mio impegno per superare l’anacronistico blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Ssn», ha dichiarato
su Facebook. Mentre per il sottosegretario alla Salute Luca Coletto «il via libera alle assunzioni è una boccata d’ossigeno».


La norma troverà spazio in forma di emendamento nel primo provvedimento parlamentare utile. Il nuovo meccanismo prevede che a decorrere dal 2019 la spesa per il personale degli enti Ssn di tutte le Regioni «non possa
superare il valore della spesa sostenuta nell’anno 2018». Se superiore, non potrà superare in ogni caso il valore previsto
dalla Finanziaria per il 2010 (il livello 2004, appunto). L’incremento è agganciato all’aumento del Fondo sanitario nazionale:
5% in più ogni anno e l’importo include le risorse per il trattamento accessorio del personale. Dal 2021 però il +5% sarà
subordinato «all’adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale degli enti Ssn». Non solo:
sulla base di accordi con Salute e Mef, le Regioni potranno alzare ancora i limiti di spesa per il personale esattamente della
cifra che saranno state in grado di risparmiare con la «riduzione strutturale» degli esborsi per i servizi sanitari esternalizzati.
Quindi i risparmi ottenuti riportando la gestione “in house” amplieranno la mano libera delle amministrazioni.

INFODATA / Medici: quanti sono oggi e quanti saranno tra 10 anni


Questo, a grandi linee: i dettagli sono ancora da studiare e da analizzare. Per questo il principale sindacato degli ospedalieri
(Anaao Assomed) e la Federazione dei medici (Fnomceo) frenano gli entusiasmi: pesano il rischio di non recuperare il vuoto di professionisti che si è creato in questi anni di blocco e la “scala mobile” che lega gli aumenti di spesa alla quota di riparto del Fsn,
rischiando di premiare i più ricchi. «Questo provvedimento è per noi un Giano bifronte – avvisa il segretario dell’Anaao Assomed
Carlo Palermo, che proprio sul Sole24Ore denunciava una carenza di 16.700 specialisti – guardando alle ultime stime della
Ragioneria generale dello Stato, mancano 10mila medici e 50-60mila infermieri. Solo recuperare i medici comporterebbe una
spesa di un miliardo, al cui confronto i 50 milioni in più per le assunzioni previsti dalla nuova norma per il 2019, agganciati
come 5% all’incremento di un miliardo del Fondo sanitario nazionale, sono soltanto briciole».

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