Per il Quirinale tre fronti sotto vigilanza speciale



Tre sono i dossier al “vaglio” del Quirinale. Ieri l’attenzione era tutta sul Dl crescita ma ci sono altri due fronti caldi.
Innanzitutto, la legittima difesa su cui da settimane attesa la firma del Colle: escluso uno stop ma il tempo dedicato
all’esame indica quanto il vaglio sia accurato e segnala dubbi e possibili preoccupazioni. Inoltre, si aspetta dal Governo
lo sblocco delle nomine su Bankitalia.

Ancora ieri le tensioni della maggioranza hanno attraversato le stanze del Colle. Dai 5 Stelle, per esempio, si faceva trapelare
la notizia di un intervento di Sergio Mattarella sul sottosegretario Siri – per suggerirne le dimissioni – ma dal Quirinale
hanno prontamente smentito che il capo dello Stato si sia occupato (o voglia farlo) di una questione che tutta politica
e la cui mediazione spetta agli azionisti del Governo e al premier. Insomma, un tassello in pi al caos che sta dettando l’ordine
del giorno di Salvini e Di Maio anche se negli uffici quirinalizi si prestava attenzione soprattutto al destino del decreto
crescita: una legge che dovrebbe riparare alle difficolt dell’economia ma che diventato l’epicentro della conflittualit
politica.

La regola che ci si dati al Colle di aspettare e raffreddare le tensioni anche se dal Governo saliva un altro timore:
quello sulla legittima difesa, la legge che stata approvata a fine marzo ma su cui Mattarella non ha ancora messo la sua
firma. Da ambienti della Lega raccontano di non avere alcun sentore di un possibile stop del Quirinale, vero – per – che
il tempo che il capo dello Stato sta impiegando per il via libera fa immaginare un vaglio rigoroso e profondo. evidente
che i principi che mette in gioco la legge sono l’oggetto di tanto scrupolo, a cominciare da quel passaggio sulla difesa
“sempre” legittima. Un conto, infatti, il messaggio politico, altra cosa inserirlo nel contesto delle norme e soprattutto
della Costituzione dove viene salvaguardato il bilanciamento dei valori in gioco. Insomma, se passato quasi un mese la ragione
sta proprio in una valutazione accurata di tutte le implicazioni e pure se viene escluso un rinvio alle Camere non da escludere
l’ipotesi che Mattarella possa rappresentare le sue preoccupazioni con un messaggio contestuale alla firma (vedi Commissione
d’inchiesta sulle banche).

E non tutto. Perch dal Colle passano altri fili ad alta tensione: quelli sul rinnovo di Banca d’Italia. Come si sa, resta
un forte disaccordo nella maggioranza sul nome di Alessandra Perrazzelli ma ormai il tempo sta per finire. Nel senso che il
9 maggio scadono i mandati di Salvatore Rossi e Valeria Sannucci e quindi dal giorno dopo resterebbero in carica solo il Governatore
e Fabio Panetta. Una situazione che sembra non avere precedenti e che bloccherebbe il funzionamento del Direttorio. Dunque,
senza il previsto parere di Conte e Tria (sentito il Consiglio dei ministri) al pacchetto di nomine, si conclamerebbe uno
stallo che coinvolgerebbe Mattarella visto che lui con un suo Decreto a ufficializzare i nuovi componenti. Il conto alla
rovescia iniziato.

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