Quattro mosse per fermare la Xylella


L’evoluzione dell’epidemia di Xylella fastidiosa nel Salento ha registrato nei giorni scorsi una svolta. La Commissione Lincea sui problemi della Ricerca dell’Accademia Nazionale dei
Lincei ha rilasciato un nuovo comunicato stampa. Il documento esemplare per chiarezza e sforzo comunicativo. In esso si
legge che alla luce della discussione parlamentare in corso per la conversione in legge del decreto predisposto dal ministro
Centinaio al fine di fronteggiare l’emergenza, dovranno essere considerati prioritari quattro punti fondamentali:

1. In ragione dei nuovi, importanti finanziamenti delle attivit di contrasto alla batteriosi annunciati dal governo e dalla
Regione, strategico redigere un preciso piano di impegno per gli stanziamenti disponibili. Sono da privilegiare le azioni
di monitoraggio della batteriosi, la ricerca, la comunicazione e le misure di ristoro per gli agricoltori, i frantoiani e
le aziende florovivaistiche danneggiate, evitando dispersioni in progetti di dubbia efficacia o solo marginalmente collegati alla epidemia di Xylella;

2. Si deve agire prontamente, ai fini delle misure di contenimento, eventualmente anche in deroga a misure di carattere ambientale, paesaggistico e storico che siano in conflitto con la necessit di preservare nel suo complesso ambiente, territorio ed economia olivicoli;

3. Le misure di diserbo, meccanico e chimico, e le misure fitosanitarie avverse al vettore sono fondamentali per prevenire l’ulteriore
avanzamento della malattia
, Non si deve frapporre ostacolo alla loro attuazione e si deve procedere a uno stringente monitoraggio della loro esecuzione,
contrariamente a quanto sta avvenendo in molta parte del territorio interessato e proprio l dove la loro solerte applicazione
sarebbe della massima urgenza e importanza.

4. necessaria la sperimentazione approfondita sulle cultivar resistenti, ai fini di ottenere dati certi circa la possibilit di reinnesto della chioma in piante monumentali suscettibili al batterio
e/o infette, e per favorire il recupero produttivo con nuove variet che ben si adattino al paesaggio e all’economia della
Regione Puglia.

Si tratta di indicazioni chiare e frutto di valutazione approfondita e pluriennale da parte di alcuni fra i massimi esperti
del Paese. Troppo tempo stato perduto, troppi ettari sono stati distrutti e troppi ostacoli hanno rallentato l’azione dell’amministrazione nell’ottemperare pienamente a misure supportate da prove scientifiche, nonch dal buon senso e dall’osservazione
sul campo. auspicabile che la voce della comunit scientifica sia questa volta ascoltata.

Le indicazioni della Commissione Lincea devono essere ascoltate in primo luogo dagli agricoltori, i quali hanno la responsabilit
e l’onere di procedere secondo le indicazioni loro fornite – senza lasciare incolti i terreni, ora che siamo quasi al momento
dell’involo degli adulti del vettore che trasmette l’infezione – e procedendo successivamente secondo i pochi, ma chiari consigli razionali.

Le amministrazioni e le istituzioni regionali anche devono ascoltare quella voce, senza pi intralciarsi a vicenda con bizantinismi burocratici e rallentamenti inesplicabili, che hanno reso impossibile procedere anche quando vi era la buona volont dei proprietari dei terreni infestati.

Ascolti a sua volta il Parlamento, accantonando le idee di una minoranza, fortunatamente ormai di limitato peso, che esprime
la propria contrariet alle indicazioni della ricerca scientifica.

Oggi possibile fare ci che non fu fatto all’inizio dell’epidemia. La lezione che viene dalla distruzione degli ulivi del Salento deve indurre a smettere le inutili polemiche, per concentrare
gli sforzi volti al bene comune.

Enrico Bucci Adjunct professor, Temple University
Ernesto Carafoli Presidente della Commissione sui problemi della Ricerca dell’ Accademia Nazionale dei Lincei

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